Falco Nero: saluto (despedida)

"Prima di accommiatarmi devo confutare le voci di alcuni ciarlatani che mi accusano di aver assassinato donne e bambini bianchi. Questa affermazione è falsa, non l'ho mai fatto e non sono al corrente che nessuno della mia tribù abbia mai ucciso una donna o un bambino bianchi. Faccio questa affermazione di verità per soddisfare i bianchi tra i quali ho viaggiato e dai quali sono stato trattato con estrema gentilezza, affinché sappiano che quando mi stringono la mano così cordialmente, stanno stringendo una mano che non si è levata se non contro dei guerrieri.
In tempo di pace, è sempre stata nostra usanza accogliere tutti gli stranieri che arrivavano al nostro villaggio o ai nostri accampamenti in termini di amicizia, condividendo con loro le migliori provviste che avevamo e offrendo tutto l'aiuto che potevamo dare. Sono grato ai bianchi per i modi gentili con i quali hanno trattato me e il mio gruppo mentre viaggiavamo tra loro e dal profondo del mio cuore vi assicuro che i bianchi saranno sempre i benvenuti come fratelli al nostro villaggio.

Per me è finita. Ancora poche lune e seguirò i miei padri nell'ombra. Possa il Grande Spirito tenere la nostra gente e i bianchi sempre in pace; questo è il sincero desiderio di Falco Nero. "

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"Antes de me despedir devo confutar as vozes de alguns pilantras que me acusam de ter assassinado mulheres e crianças brancas. Essa afirmaçao è falsa, nunca fiz isso e nao estou sabendo que alguem da minha tribo tenha nunca matado uma mulher ou criança branca. Faço essa afirmaçao de verdade pra satisfazer os brancos entre os quais eu viajei e pelos quais fui tratado com extrema gentileza, para que saibam que quando apertam minha mao tao carinhosamente, estao apertando uma mao que so se levou contra guerreiros.
Em tempos de paz, sempre foi nosso costume de acolher todos os estrangeiros que chegavam à nossa aldeia ou aos nossos acampamentos em termos de amizade, compartilhando com eles a melhor comida que tinha e oferecendo toda a ajuda que era possivel dar. Agradeço aos brancos pelas maneiras gentiles com as quais trataram a mim e ao nosso grupo enquanto viajavamos entre eles, e do fundo do meu coraçao posso assegurar que os brancos serao sempre bem vindos como irmaos na nossa aldeia.

Para mim è o fim. Poucas luas ainda e seguirei meus antepassados entre as sombras. Possa o Grande Espirito manter minha gente e os brancos sempre em paz; esse è o sincero desejo de Falcao Negro. "
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Falco Nero: Usanze (costumes) - parte 6

" ...Vi raccontero adesso il modo in cui il mais crebbe per la prima volta. Secondo la tradizione tramandata dalla nostra gente, una bella fanciulla fu vista scendere dalle nuvole da due nostri antenati che avevano ucciso un daino ed erano seduti attorno al fuoco arrostendo una parte della preda per cibarsene. Rimasero stupefatti a quella visione e pensarono che la ragazza fosse affamata e avesse sentito l'odore della carne arrostita. Immediatamente l'avvicinarono portandole un pezzo di selvaggina arrostita. Glielo offrirono e lei lo mangiò dicendo loro di ritornare dopo un anno nel punto in cui lei era seduta e avrebbero trovato una ricompensa per la loro generosità. Quindi la giovane salì verso le nuvole e sparì. I due uomini tornarono al villaggio e raccontarono alla tribù ciò che avevano visto, fatto e sentito; ma vennero derisi. Quando giunse il tempo per loro di visitare il luogo in cui avrebbero dovuto trovare la ricompensa per la loro gentilezza per la bella giovane delle nuvole, vi si recarono con un folto gruppo e, dove la mano destra della ragazza si era posata al suolo, videro che era spuntato il mais e, dove si era posata la sua mano sinistra, trovarono una pianta di fagioli, mentre nel punto in cui ella si era seduta trovarono una pianta di tabacco.
Le prime due piante da allora sono state coltivate dalla nostra gente come principali provviste, mentre l'ultima è stata usata per fumare. I bianchi da quando hanno trovato quest'ultima sembrano apprezzarla molto più di noi.

Ringraziamo il Grande spirito per tutti i doni che ci ha fatto.
Da parte mia non ho mai bevuto un sorso d'acqua di una sorgente senza essere consapevole della Sua bontà... "

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" ...Vou contar agora pra voces como o mais cresceu pela primeira vez. Segundo a tradiçao do meu povo, uma bela mulher foi vista descer das nuvens por dois nossos antepassados que tinham caçado um daino e estavam sentados perto do fogo assando a carne para comer. Ficaram surpreendidos àquela visao e pesnaram que a jovem devia estar com fome e tivesse sentido o cheiro da carne assada. Logo se aproximaram levando um pedaço de carne assada pra ela. Ele ofereceram e ela comeu dizendo que deviam voltar naquele mesmo lugar onde ela estava sentada a distancia de um ano de tempo, e teriam achado um premio para a generosidade deles. A jovem subiu de novo para as nuvens e os dois voltaram na aldeia e contaram para a tribo o que tinha acontecido com eles, mas foram zoados. Quando veio a epoca para os dois irem visitar de novo no lugar do fato, onde deveriam achar o premio pela gentileza deles, foram com um grupo de muitas pessoas e, onde a mao direita da jovem tinha tocado o chao, estava o mais e, onde a mao esquerda da jovem tinha tocado a terra, estava uma planta de feijao. Onde a jovem estava sentada, foi achada uma planta de tabaco.
As primeiras duas plantas desde entao foram cultivadas pela nossa gente como sustento principal, enquanto a terceira foi usada para fumar. Os brancos desde que acharam essa ultima, parecem aprecia-la muito mais do que nos.

Agradecemos o Grande Espirito para todos os presentes que nos da.
De minha parte, nunca bebi uma unica gota de agua de uma sorgente sem ser ciente da Sua bondade... "
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Falco Nero: Usanze (costumes) - parte 5

" ...Il gruppo dei minatori portava il piombo, gli altri portavano il pesce essiccato e le stuoie per le nostre capanne invernali; quindi i membri dei gruppi si scambiavano dei regali. Questa era una stagione felice dell'anno nella quale continuavamo a fare festa e farci visita l'un l'altro, fino a quando il nostro mais diventava maturo.
Alcune capanne del villaggio facevano festa in onore del Grande Spirito. Non posso questo in modo tale che i bianchi possano capire, perché non abbiamo nessuna regola fissa tra di noi. Ciascuno fa la sua festa come pensa sia meglio per compiacere il Grande Spirito, il quale ha cura di tutti gli esseri creati. Alcuni credono in due Spiriti: uno buono e uno cattivo, e fanno festa per il Cattivo Spirito per pacificarlo. Se ci riescono, lo Spirito Buono non li danneggerà. Da parte mia, sono dell'opinione che finché avremo discernimento, avremo il diritto di usarlo per determinare cos'è giuso o sbagliato e dovremo seguire la strada che riteniamo corretta, credendo che, comunque vada, sarà giusto. Se il Grande e Buon Spirito avesse desiderato farci credere e agire come i bianchi, avrebbe potuto facilmente cambiare le nostre opinioni per farci vedere, pensare e agire come loro. Non siamo nulla in confronto al Suo potere; lo sentiamo e lo sappiamo. Abbiamo uomini tra di noi, come i bianchi, che pretendono di conoscere la strada giusta, ma non acconsentono a mostrarla senza essere pagati. Non ho fede nel loro sentiero, ma credo che ogni uomo debba seguire il proprio.
Quando il nostro mais era maturo, i nostri giovani non vedevano l'ora che arrivasse il segnale per arrostire le pannocchie, perché nessuno le avrebbe toccate fino al momento giusto. Quando il nostro mais era pronto per il raccolto, veniva celebrata un'altra grande cerimonia con festeggiamenti e ringraziamenti rivolti al Grande Spirito che ci aveva donato il mais... "

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" ...O grupo das minas levava o chumbo, os outros traziam o peixe seco e as esteiras para as nossas cabanas invernais; entao os dos grupos faziam uma troca de presentes. Essa era uma estaçao feliz do ano na qual continuavamos a fazer festa e visitas, até que nosso mais ficava maduro.
Algumas cabanas da aldeia faziam festa para o Grande Espirito. Nao posso explicar isso de alguma forma que os brancos podem intender, pois nao temos nenhuma regra fixa entre nos. Cada um faz a propria festa como acha seja melhor para agradar o Grande Espirito, o qual cuida de todos os seres vivos. Alguns acreditam em dois Espiritos: um bom e um malvado, e fazem festa para o malvado para pacifica-lo. Se conseguem, o Espirito Bom nao os danificarà. De minha parte, sou da opiniao que atè que nos teremos raciocinio, teremos o direito de usa-lo para determinar o que è justo ou errado e deveremos seguir a estrada que achamos correta, acreditando que, de qualquer maneira, serà o certo. Se o Grande e Bom Espirito tivesse desejado que minha gente acreditasse e agisse igual os brancos, com facilidade ele teria mudado nossas opinioes para nos fazer ver, pensar e agir e como eles. Nao somos nada em comparaçao com o Seu poder; sentimos isso e o sabemos. Temos homens entre nos, como os brancos, que pretendem de conhecer a estrada justa, mas nao a mostram sem ser pagos pra isso. Nao tenho fé no caminho deles, mas acho que cada homem deve seguir o proprio.
Quando nosso milho era madur, os nossos jovens estavam ansiosos para que viesse o sinal de permissao para coze-lo, pois ninguem teria tocad o milho atè o momento certo. Quando era pronto pela colheta, a gente celebrava mais uma grande ceremonia com festejamentos e agradecimentos para o Grande Espirito que tinha nos doado o milho... "
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Falco Nero: Usanze (costumes) - parte 4

" ...La danza della gru spesso durava due o tre giorni, al termine della quale festeggiavamo ancora ed eseguivamo la danza della nostra tribu. L'ampio spiazzo al centro del villaggo veniva ripulito e preparato a dovere. I capi e i vecchi guerrieri prendevano posto su stuoie distese sulla parte rialzata dello spiazzo. Quindi venivano i suonatori di tamburo e i cantanti, mentre ai lati sedevano i giovani guerrieri e le donne, lasciando un ampio spazio al centro. I tamburi suonavano e i cantanti intonavano i canti. Un guerriero entrava nello spiazzo al ritmo della musica, mostrando com'era andato in battaglia e come aveva avvicinato il nemico, mimando e descrivendo il modo in cui l'aveva ucciso. Tutti si univano nell'applauso, mentre egli lasciava lo spiazzo e un altro guerriero si presentava, prendendo il posto del primo. I nostri giovani che non erano ancora stati i battaglia stavano indietro vergognosi, incapaci di entrare nello spiazzo. Ricordo che anch'io mi vergognavo a guardare il luogo in cui sedevano le nostre giovani donne, prima di potermi esibire nello spiazzo come un guerriero.

E' un grande piacere per un vecchio guerriero guardare suo figlio farsi avanti e raccontare le sue gesta; lo fa sentire giovane e lo spinge a entrare nello spiazzo a "combattere la sua battaglia ancora una volta".

Questa danza tribale designa i nostri guerrieri. La scorsa estate, mentre viaggiavo in battello a vapore su un grande fiume, da New York ad Albany, mi fu mostrato il luogo in cui gli americani danzano la loro danza nazionale (West Point); dove i vecchi guerrieri raccontano ai loro giovani ciò che hanno fatto, per stimolarli a fare altrettanto. Questo mi sorprese, perché non pensavo che i bianchi capissero il nostro modo di forgiare i guerrieri.

Al termine della nostra danza tribale tutti i nostri giovani andavano a caccia verso Occidente; una parte delle donne e degli uomini anziani andava alle miniere a estrarre il piombo, mentre i rimanenti cominciavano a pescare. Tutti lasciavano il villaggio e stavano via circa quaranta giorni, quindi ritornavano. I cacciatori portavano bisonte essiccato, carne di daino e a volte qualche scalpo di Sioux che era stato scoperto nei nostri territori di caccia. Altre volte i cacciatori venivano affrontati da un gruppo di Sioux troppo forte e venivano scacciati. Se l'ultima volta i Sioux avevano ucciso un Sac, si aspettavano una rappresaglia e scappavano alla loro vista, e viceversa. Ogni gruppo sa che l'altro ha diritto alla rappresaglia, cosa che induce chi ha ucciso per ultimo a cedere il passo al nemico, dato che non sorgeva mai il desiderio della battaglia se non per vendicare la morte di un parente. Tutte le nostre guerre venivano dichiarate dai parenti degli uccisi o motivate da aggressioni subite nei nostri territori di caccia... "

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" ...A dança da garça as vezes durava dois ou tres dias, e quando terminava a gente festejava novamente e executava a dança da nossa tribo. O grande espaço no centro da aldeia era limpado e preparado como se convem. Os chefes e os velhos guerreiros sentavam nas esteiras colocadas na parte elevada do espaço. Entao vinham os tocadores de tambor e os cantores, no entanto que aos lados sentavam os jovens guerreiros e as mulheres, deixando uma area grande central. Os tambores tocavam e os cantores cantavam. Um guerreiro entrava na area ao ritmo da musica, mostrando como tinha ido em batalha e como tinha se aproximado ao inimigo, mimando e descrevendo a maneira na qual o tinha matado. Todos batiam palmas enquanto o guerreiro saia do circulo e outro se apresentava, igual o primeiro. Os nossos jovens ficavam atraz envergonhados, incapazes de entrar na area. Lembro-me que eu tambem sentia vergonha olhando o lugar onde estavam sentadas nossas jovens mulheres, antes de poder me exibir no espaço como um guerreiro.

E' um grande prazer para um velho guerreiro olhar seu filho avançar e contar suas aventuras; o faz sentir jovem e lhe da vontade de entrar no espaço para "combater a sua batalha mais uma vez".

Esta dança tribal decide os nossos guerreiros. No verao passado, enquanto eu viajava de barco a vapor sobre um grande rio, de New York até Albany, me foi mostrado o lugar onde os americanos dançam a dança nacional deles (West Point); onde os velhos guerreiros contam aos jovens o que eles fizeram, para estimula-los a fazer o mesmo. Isto me surpreendeu, pois nao pensava que os brancos intendessem nossa maneira de forjar os guerreiros.

Ao terminar da nossa dança tribal todos os nossos jovens iam caçar para Ocidente; uma parte das mulheres e dos ultimos homens velhos ia para as minas, para extrair chumbo, enquanto os que restavam começavam a pescar. Todos deixavam a aldeia e estavam fora cerca de quarenta dias, depois voltavam. Os caçadores levavam bisoes secados, carne de daino e as vezes algum "scalpo" de Sioux que tinha sido descoberto nos nossos territorios de caça. Outras vezes os caçadores eram enfrentados por um grupo de Sioux forte demais e deviam desistir. Se a ultima vez os Sioux tinham matado um Sac, eles esperavam uma vingança e escapavam quando os viam, e viceversa. Cada grupo sabe que o outro tem direito à vingança, coisa que induz quem matou por ultimo a ceder a passagem ao inimigo, considerado que nao surgia nunca o desejo da batalha se nao para vingar a morte de um parente. Todas as nossas guerras eram declaradas pelos parentes dos mortos ou motivadas pelas agressoes nos nossos territorios de caça... "
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Falco Nero: Usanze (costumes) - parte 3

" ...Le nostre donne seminavano il mais e appena terminavano facevamo una festa e danzavamo la danza della gru, nella quale si univano a noi, con i loro abiti migliori e decorati con piume. Durante questa festa i nostri giovani guerrieri sceglievano la giovane che desideravano sposare. Il ragazzo informava la propria madre, la quale parlava con la madre della ragazza per organizzare le cose e stabilire il momento in cui egli doveva pesentarsi. Egli andava alla capanna quando tutti erano addormentati, o fingevano di esserlo; accendeva i suoi fiammiferi, che gli erano stati dati a proposito, e presto tovava il luogo in cui dormiva la sua amata. Quindi la svegliava, tenendo la fiamma vicino al proprio viso affinché lei potese riconoscerlo e infine avvicinava la fiamma a lei. Se lei vi soffiava sopra, la cerimonia era finita e lui si presentava alla capanna il mattino seguente come uno della famiglia. Se invece la ragazza non spegneva la fiamma e la lasciava consumare egli si ritirava dalla capanna per restarne fuori il giorno seguente a suonare il flauto. Le giovani donne allora uscivano una ad una per capire per chi suonava, e i cambiamenti delle tonalità lasciavano capire se non stava suonando per la ragazza che il suonatore aveva di fronte in quel momento. Quando la prescelta si presentava sulla soglia, egli continuava con la sua melodia di corteggiamento finché ella tornava nella capanna. Allora egli smetteva di suonare e quella stessa notte faceva un altro tentativo, che in genere aveva esito positivo. Durante il primo anno i due giovani si assicuravano di andare d'accordo e di essere felici, altrimenti si dividevano e avrebbero cercato un nuovo compagno. Se avessimo dovuto vivere insieme in disaccordo, saremmo dovuti essere pazzi come i bianchi! Nessuna critica poteva amareggiare una donna nella capanna dei suoi genitori: indipendentemente da quanti bambini portasse a casa, era sempre la benvenuta e la pentola era sempre sul fuoco per sfamarli... "

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" ...As nossas mulheres semeavam o milho e logo que terminvam se fazia uma festa dançavamos a dança da garça, na qual elas se univam a nos, com os vistidos melhores e decorados com plumas. Durante essa festa os nossos jovens guerreiros escolhiam a jovem que desejavam como esposa. O garoto informava a propria mae, que falava com a mae da menina para organizar as coisas e estabelecer o momento em que ele devia se apresentar. Ele ia na cabana quando todos dormiam, ou fingiam dormir; acendia seus fosforos, que lhe eram dados para aquilo, e rapido achava o lugar onde dormia a sua amada. Entao ele acordava ela, tendo a chama perto do proprio rosto para que ela o reconhecesse, e depois aproximava a chama a ela. Se ela assoprava em cima, a ceremonia acabava e ele apresentava-se na manha seguente na cabana como um da familia. Se, pelo contrario, a meina nao apagava a chama e a deixava consomir, ele retirava-se da cabana para ficar fora dela o dia seguente tocando flauta. As jovens mulheres entao saiam uma de cada vez para intender para quem estivesse tocando a musica, e os mudamentos de tom deixavam intender se ele nao estava tocando pela moça que tinha na frente naquele momento. Quando a escolhida se apresentava na porta, ele continuava a melodia até que ela nao voltasse na cabana. Entao ele parava de tocar e aquela mesma noite fazia mais uma tentativa, que geralmente tinha exito positivo. Durante o primeiro ano os dois jovens se asseguravam do que estavam bem junto, de acordo e sendo felizes, ou entao se dividiam e deveriam procurar um novo companheiro. Se a gente tivesse que viver junto em desacordo, iriamos dever ser loucos igual os brancos! Nenhuma critica podia amargurar uma mulher na cabana dos pais dela: independentemente de quantas crianças ela levasse para casa, iria sempre ser bem acolhida e a panela sempre no fogo para dar comida para os meninos... "
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Falco Nero: Usanze (costumes) - parte 2

" ...Come è diversa la nostra situazione adesso da quella di quei giorni! Allora eravamo felici come il bisonte nella prateria, ma ora siamo miserabili e affamati come il lupo che ulula nella prateria!

Quando in primavera tornavamo al nostro villaggio dalla nostra residenza invernale, facevamo affari con i commercianti, che venivano sempre a trovarci al nostro accampamento. Tenevamo da parte di proposito alcune delle nostre pelli migliori da offrire in queste occasioni e, poiché c'era sempre un forte antagonismo fra i commercianti, riuscivamo sempre a concludere buoni affari. Poi festeggiavamo e dopo i festeggiamenti la cosa successiva da fare era onorare i nostri morti, che ci avevano lasciato durante l'anno. Questa era una grande festa-di-medicina. I parenti di coloro che erano morti regalavano ai loro amici tutte le merci che avevano acquistato, riducendosi così in povertà, per mostrare al Grande Spirito che erano umili, affinché Egli avesse pietà di loro. Quindi aprivamo le provviste che avevamo immagazzinato in autunno e cominciavamo a riparare le nostre capanne. Dopodiché riparavamo gli steccati attorno ai nostri campi e ripulivamo il terreno per la semina successiva. Questo lavoro veniva eseguito dalle nostre donne, mentre gli uomini, in questo periodo, festeggiavano con selvaggina essiccata, carne d'orso, uccelli selvatici e mais cucinati secondo diverse ricette, raccontandosi l'un l'altro gli avvenimenti dell'inverno... "

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" ...Como è diferente a nossa situaçao agora daquela daqueles dias! Entao nos viviam felizes como o bisao na pradeira, mas agora somos miseraveis e famintos como o lobo que grita na pradeira!

Quando em primavera voltavamos à nossa aldeia da ossa residencia invernal, faziamos bons negocios com os comerciantes, que sempre vinham nos visitar no acampamento. Guardavaos parte das ossas melhores peles para oferece-las nessas ocasioes e, ja que tinha muito antagonismo entre os comerciantes, a gente sempre conseguia bons negocios. Depois, era festa, e depois de festejar a coisa a fazer logo em seguida era honrar nossos mortos, que nos tinham deixado durante o ano. Esta era uma grande festa-de-medicina. Os parentes dos que tinham morrido davam de presente todas as mercadorias que tinham comprado, reduzendo-se assim em pobreza, para mostrar ao Grande Espirito que eram humildes, para que Ele tivesse piedade deles. Entretanto a gente abria as reservas que tinhamos armazenado em outono e começavamos a consertar as nossas cabanas. Depois disso consertavamos as barreiras em volta dos nossos campos e limpavamos o terreno pela semea a seguir. Ese trabalho era feito pelas nossas mulheres, enquanto os homens, nesse periodo, festejavam com carne seca, carne de urso, aves selvagens e milho cozidos segundo diferentes receitas, contando-se os acontecimntos do inverno... "
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Falco Nero: Usanze (costumes) - parte 1

" ...Vi spiegherò ora le nostre usanze. Il nostro villaggio era situato sulla sponda settentrionale del fiume Rock, lungo le sue rapide, nel lembro di terra che lo separava dal Mississipi. Là avevamo i nostri campi di mais che si estendevano per circa 3 chilometri lungo il fiume, dove incontravano i campi dei Fox, il cui villaggio era sulle rive del Mississipi, a 5 chilometri dal nostro. Coltivavamo circa 8 acri di terreno, compresi quelli che avevamo sulle isole del fiume Rock. La terra intorno al villaggio non era coltivata ed era ricoperta di erba che costituiva un ottimo foraggio per i nostri cavalli. Avevamo anche molte sorgenti dalle quali attingevamo un'acqua molto buona. Le rapide del fiume Rock ci davano pesce in abbondanza e la terra non mancava mai di produrre raccolti abbondanti. Vivevamo nell'abbondanza, i nostri bambini non piangevano mai per la fame e la nostra gente non era mai in stato di necessità. Qui il nostro villaggio è rimasto per più di cento anni, durante i quali eravamo i padroni indiscussi della vallata del Mississipi, dal Wisconsin al Portage des Sioux, vicino alle foci del Missouri. All'epoca avevamo pochi rapporti con i bianchi, fatta eccezione per i commercianti. Il nostro era un buon villaggio e non c'era altro luogo dotato delle sue qualità, né c'erano zone di caccia migliori di quelle che possedevamo.

Se un profeta fosse venuto al nostro villaggio in quei giorni e ci avesse detto ciò che sarebbe accaduto di lì a poco, nessuno ci avrebbe creduto. Cosa? Essere cacciati dal nostro villaggio e dai nostri territori di caccia, senza neppure avere il permesso di visitare le tombe dei nostri antenati, dei nostri parenti, dei nostri amici? E' usanza fare visita alle tombe dei nostri amici e accudirle per molti anni. La madre va a piangere da sola sulla tomba del suo bambino. Il guerriero visita con piacere la tomba di suo padre dopo che ha conseguito un successo in battaglia e rinfrsca le pitture che mostrano dove giace il genitore. Non c'è luogo migliore di quello in cui riposano le ossa dei nostri antenati per andare quando siamo addolorati. Qui il Grande Spirito avrà pietà di noi. "

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" ...Vou lhes falar agora dos nossos costumes. Nossa aldeia era situada no lado setentrional do rio Rock, proximo das suas rapidas, no recorte de terra que o separava do Mississipi. Aì nos tinhamos os nossos campos de milho que se extendiam por cerca de 3 kilometros ao longo do rio, onde encontravam os campos dos Fox, a aldeia dos quais estava na beira do rio Mississipi, a 5 kilometros de distancia da nossa. Cultivados, eram cerca de 8 acres de terra, includindo o que a gente tinha nas ilhas do rio Rock. A terra em volta da aldeia nao era cultivada e era coberta de erva, otima para nossos cavalos. Tinhamos tambem muitas sorgentes de agua muito boa. As rapidas do rio Rock nos davam peixe em abundancia e a terra nunca faltava de produzir colhetas abundantes. Nossa vida era na abundancia, sim, e nossos filhos nunca choraram por causa da fome e as nossas gentes nunca estavam em estado de necessidade. Aqui nossa aldeia permaneceu por mais de cem anos, durante os quais fomos os donos absolutos do vale do Mississipi, do Wisconsin até o Portage des Sioux, perto da foz do Missouri. Na epoca quase nao tinhamos contatos com os brancos, fora os comerciantes. A nossa era uma boa aldeia e nao tinha nenhum outro lugar com as qualidades dela, e nem tinha areas de caça melhores das que a gente possuia.

Se um profeta tivesse vindo na ossa aldeia naqueles dias e tivesse nos falado do que ia acontecer daì a pouco, ninguem teria acreditado. O que? Ser chutados fora da nossa ldeia e dos nossos territorios de caça, sem nem ter a permissao de visitar os tumulos dos nossos antepassados, dos nossos parentes, dos nossos amigos? E' costume fazer visita aos tumulos dos nossos amigos e cuidar deles por muitos anos. A mae vai chorar sozinha no tumulo do filho, o guerreiro visita com prazer o tumulo do pai depois ter conseguido um sucesso em batalha e refresca as pinturas que mostram onde repousa o pai. Nao tem lugar melhor daquele onde descansam os ossos dos nossos antepassados para ir quando estamos intristecidos. Aqui o Grande Espirito terà piedade de nos. "
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